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Una casa privata progettata da Giò Ponti, a Milano San Siro e la collezione di arte che la abita

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Evento a contributo aperto a tutti Una casa privata progettata da Giò Ponti, a Milano San Siro e la collezione di arte che la abita
20,00 CHF per Iscritti FAI
30,00 CHF per NON iscritti FAI

La casa, la storia, la collezione: un Must per gli appassionati dell’arte contemporanea


A San Siro, vicinissimo allo stadio, sorge una casa speciale, che sa parlare.

Progettata dall’Architetto Gio Ponti nel 1963, oggi osserva altèra Milano e le sue trasformazioni, accogliendo con calore chi la abita e sorridendo con simpatia a chi la visita.

La casa racconta che era destinata ad essere abbattuta, per lasciare spazio ad uno dei tanti condomini che, negli ultimi decenni, hanno stravolto la fisionomia della zona San Siro, trasformandola da tranquilla e verde zona residenziale a vittima di deprecabili speculazioni edilizie. Racconta anche che grazie all’illuminato intervento del Comune di Milano, alla fine degli anni ’90, è stata salvata e, quindi, ristrutturata con attenzione filologica dai nuovi proprietari.

La casa si presenta austera, chiusa, a chi la osserva da fuori; ma le piastrelle in ceramica, a forma di diamante, che la rivestono, fanno subito capire che, in realtà, le piace giocare con la luce, che cattura e poi lascia riverberare in mille riflessi, interagendo attivamente con la collezione di opere d’arte contemporanea che lì vive. La luce, filtrata dalle finestre allungate che sembrano tagli nel ricamo del rivestimento esterno, illumina l’arazzo ed il bronzo di William Kentridge, le favole di Claudia Losi, il doloroso ricordo di un tremendo terremoto di Ai Wei Wei. I cambiamenti della luce durante il giorno interferiscono con i quadri di David Simpson, proprio come piace all’artista californiano. Luce entra anche dall’alto, attraverso le vetrate del piano superiore che corrono lungo il ballatoio. I due piani sono collegati da una preziosa scala, quella disegnata dal genio dell’architetto milanese.

Nel lungo corridoio, dialogano i cinquanta ritratti di Gramsci e Carlo Garaicoa, che il cileno Alfred Jaar propone in un viaggio letterario in città immaginarie. Discreto, li osserva Franco Vimercati e, vicino, sorride Roni Horn. Adrian Paci racconta quanto sono vicini, nella realtà, Oriente ed Occidente e Emma Ciceri, con un video, guarda al singolo e alla moltitudine. Shilpta Gupta racchiude in una sola, efficace opera tutto il significato dell’arte contemporanea e di fronte Jacob Hashimoto, con la delicatezza delle sue forme, ricava spazio per lo spirito. Troviamo poi la levità e l’ironia di Alberto De Braud, Paola Pezzi, Donal Baechler, Luca Pozzi, il mondo fantasioso di Charles Avery e i progetti di Loris Cecchini per recuperare la bellezza di alcuni edifici. La sacralità delle opere di Ettore Spalletti si incrociano con l’intimità di Zineb Sedira e, ancora, con la visione classica e letteraria del mondo di Marzia Migliora.

Il giardino e il terrazzo, arricchiti da magiche opere di Herbert Hamak, Marzia Migliora, Chen Wenling ed Alex Pinna, si confidano con le bellissime piante, che i collezionisti hanno scelto, una per una, proprio come fossero opere d’arte. Ancora Adrian Paci, con il suo mosaico nel giardino, ricorda “Il colore del melograno”. E ancora le piante sono i soggetti delle opere fotografiche di Mimmo Jodice e Carola Guaineri. Tante “parole al vento”, dice Alighiero Boetti e quindi concludiamo questa breve presentazione sottolineando che la collezione, la casa e il giardino rappresentano gli interessi di coloro che vi abitano che, come suggerisce Alfred Jaar, con convinzione condividono il concetto: “Cultura = Capitale”

Alla voce della casa si unirà quella cordiale della proprietaria, la Sig.ra Roberta, che è felice di dar il benvenuto in casa sua agli ospiti di FAI Swiss.


L’indirizzo civico della Villa verrà comunicato una settimana prima della visita con una mail a coloro che avranno pagato la propria partecipazione.

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Martedì,28-11-2017 11:00 h 14 21-11-2017
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