Picasso e il ritorno all'ordine in Europa 28/11/2019 - FAI PRENOTAZIONI
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Picasso e il ritorno all'ordine in Europa 28/11/2019

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Evento a contributo aperto a tutti Picasso e il ritorno all'ordine in Europa 28/11/2019
15,00 € per Iscritti FAI
20,00 € per NON iscritti FAI

a cura di Valerio Terraroli

Donna seduta, un dipinto di Pablo Piacasso del 1920, segna, emblematicamente la profonda trasformazione non solo dell artista spagnolo, ma dell intera compagine artistica in quel cruciale anno che da l avvio ai ruggenti anni Venti che si muovono sia nel rutilante e fascinoso mondo del gusto déco, sia nelle inquietanti atmosfere del Realismo Magico e  della Nuova Oggettività, sia nei nuovi orizzonti aperti dal Surrealismo e, in assoluto contrasto, dall arcaismo classico novecentista.

La crisi delle Avanguardie storiche e le parabole della sperimentazione artistica repentinamente concluse dal conflitto, mostrano evidenti segni di cambiamento già negli anni di guerra: basti pensare al Ritratto di Olga di Picasso (1917) e alla Maternità dell ex futurista Gino Severini (1916), per comprendere che l orizzonte dell arte contemporanea sta radicalmente mutando.

Il fenomeno si può sintetizzare nella fortunata formula “ritorno all ordine” che indica una necessità, e insieme una volontà, da parte degli artisti di tornare alla tradizione, alla pittura, alla figurazione, con l obiettivo di trovare nuova ispirazione nei maestri del passato, dai quattrocentisti toscani a Giotto, dalla smaltata pittura di Ingres all arcaismo etrusco, per dare voce ad una temperie di gusto completamente mutata dopo la tragica esperienza del conflitto mondiale. Tuttavia, come dimostra il dipinto  in oggetto, l esperienza profondissima delle avanguardie non si dimentica e persino il cubismo analitico di Picasso informa la ripresa di monumentali modelli classici, così come il rapporto con la realtà, per quanto recuperato, non potrà più essere naturalistico o, peggio, verista, ma sarà intriso di atmosfere metafisiche, di ambigue descrizioni analitiche al limite dell iperrealismo, di un oggettività che più spinge verso l utopia della rappresentazione distaccata e impersonale, più diventa feroce, lucida e nichilista, come nella Neue Sachlickeit tedesca e nel Realismo Magico italiano.

Contemporaneamente la linea dell astrazione prosegue il suo iter , ma anch essa cercando un equilibrio razionale, ritmico, per molti versi classico, e lo fa nell ambito applicativo del Bauhaus e di De Stijl, così come nella poetica declinazione di Klee e di Kandinskij.

Il 1920 si apre con positive e convinte aspettative di “magnifiche sorti e progressive” e si chiude con la nascita dei totalitarismi e la crisi economica del 1929.

 

Valerio Terraroli insegna museologia e critica artistica e del restauro all’Università di Verona. Si occupa di cultura artistica del Settecento di area lombardo-veneta; architettura eclettica del secondo Ottocento, la pittura e la scultura di matrice simbolista; liberty e déco in Italia.

 

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Giovedě,28-11-2019 18:15 h 75 27-11-2019
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