La Basilica di Sant’Anastasia al Palatino, la chiesa dedicata alla santa protettrice dalle malattie

    La Basilica di Sant’Anastasia al Palatino, la chiesa dedicata alla santa protettrice dalle malattie

    La Basilica di Sant’Anastasia al Palatino è tra le chiese più importanti realizzate nel periodo paleocristiano. Frequentata dalle più alte cariche dell’epoca Romana, è stata spesso scelta dai papi per le più importanti celebrazioni liturgiche.
    Realizzata nel V secolo, per volere di Costantino, è dedicata a Sant’Agata, la santa martire protettrice dalle malattie e dagli inganni del demonio.

    Chi era Sant’Anastasia?

    Anastasia nacque nel III secolo a Roma da una famiglia patrizia, infatti suo padre era un senatore. Fu una donna molto devota e praticava attività caritative, ma una volta sposatasi suo marito Publio la segregò in casa.
    Alla morte di quest’ultimo, Anastasia si recò nell’antica città di Sirmio, in Illiria, dove riprese con la sua opera. In particolare, la donna si occupava dei cristiani perseguitati, aiutando soprattutto coloro finiti in carcere.
    Quando fu scoperta la sua fede cristiana, Anastasia venne processata e in seguito al suo rifiuto di rinnegare il cristianesimo fu arsa viva.
    Secondo la tradizione, il martirio avvenne il 25 dicembre 304, durante l’ultima persecuzione ai cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano.
    Conosciuta anche come Guaritrice dai veleni e Colei che libera dai vincoli, Sant’Anastasia è considerata protettrice dalle malattie e dagli inganni del demonio.

    La storia della chiesa di Sant’Anastasia

    La Basilica di Sant’Anastasia, costruita nel V secolo, fu la prima chiesa a sorgere in una zona così centrale e importante di Roma. Sul colle Palatino, infatti, erano situatati i principali edifici dove veniva esercitato il potere amministrativo.
    La chiesa venne frequentata dalle principali autorità dell’epoca Romana e assunse nel tempo una grande importanza religiosa. Non solo è legata alle predicazioni di papa San Leone Magno e San Girolamo, ma fu sede di importanti celebrazioni liturgiche da parte di papa San Gregorio Magno.
    Negli anni la Basilica ha subito numerosi restauri che ne hanno modificato l’aspetto originale. Tra i vari interventi, nel 1478 fu ristrutturata per volere di papa Sisto IV che la dotò di un’alta torre campanaria. Inoltre, nel 1636 papa Urbano VIII commissionò la nuova facciata, che fu realizzata dall’architetto Luigi Arrigucci.
    Negli anni Ottanta, la Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici di Roma decise di intraprendere una grande opera di restauro. La chiesa di Sant’Agata restò chiusa per ben 35 anni. Riaprì ufficialmente nel maggio del 2000.

    Descrizione della Basilica di Sant’Anastasia

    L’esterno della Basilica di Sant’Anastasia si presenta con due ordini, a lesene doriche e a lesene ioniche. La facciata è fiancheggiata da due torri campanarie gemelle e al centro presenta lo stemma di papa Urbano VIII, decorato con festoni, nastri e cornucopie.
    La parte interna è suddivisa in tre navate, separate da colonne romane. Ogni navata è decorata con affreschi e tele che rappresentano scene di vita della Santa ed episodi tratti dalla Bibbia.
    La navata centrale è coperta da un soffitto a cassettoni che custodisce il Martirio di Sant’Anastia, opera di Michelangelo Cerruti. Nella navata di destra, invece, è possibile ammirare la tela seicentesca realizzata da Pierfrancesco Mola, raffigurante San Giovanni Battista nel deserto.
    Sotto la mensa dell’altare si trova la statua di Sant’Agata, realizzata in marmo nel ‘600, rappresentante la martire in agonia mentre viene arsa viva. L’opera, di ispirazione berniniana, fu iniziata da Francesco Aprile e terminata da Ercole Ferrara.

    Dove si trova la Chiesa di Sant’Anastasia?

    La Chiesa di Sant’Anastasia al Palatino sorge nel Rione Campitelli a Roma, ai piedi del colle Palatino, proprio sui resti della domus della santa martirizzata nel 304.